Frazione di Gualdo Tadino

Museo della Civiltà Contadina





 

Foto di alcune attrezzature presenti all'interno del museo:

Un museo ricco di oggetti, attrezzi e fotografie che hanno segnato il vivere del contadino:

CARRETTA in legno fatta dal contadino

ARATRO comunemente chiamato “voltarecchie” 

ESTIRPATORE di erbe infestanti per terreno di semina

ZOCCHI calzatura classica in legno del contadino

GIUGLIAGLIA setaccio grande per grano

FRISCOLO A PENDOLO E BICONCIA CON 

PORTANTINI PER LA VENDEMMIA

FALCIATRICE PER ERBA TRAINATA DA BUOI

RUDIMENTALE MACINA A MANO PER GRANO

UNO DEI PRIMI TRATTORI LANDINI CON 

AVVIAMENTO A TESTA CALDA

SCALA IN LEGNO PER USI VARI

COMODINO CON MACCHINA PER CUCIRE

TREGGIA mezzo di trasporto su slitte in legno

CRINELLA DI VENCO per trasporto a spalla di paglia erba e fieno

CARROSTERZO mezzo di trasporto su ruote

VENTEROLA A MANO per selezionare i cereali

SPOLETTI PER TELAIO

SPECCHIO DI CAMERA famiglia contadina

DOPANATOGLIO A PEDALE

ERPICE CON LAME usato per la semita

RUDIMENTALE ARROTA UTENSILI

RASTELLONE PER RADUNARE IL FIENO

TINA CON MACCHINA PIGIAUVA

TRINCIAFORAGGIO MECCANICO

PRETE scaldaletto

VIOLA antico strumento usato dal contadino per le serenate

VOLTASACCO per l’aratura trainato da 2 coppie di buoi

ERPICE DA COLTELLI usato per la semina

ANTICO ARATRO in legno con punta in ferro

BOTTE IN LEGNO costruita nel 1830

PERTICAGLIA con ruote per l’aratura dei terreni

SERIE DI CANESTRI

UTENSILI PER USI VARI

OGGETTI USATI IN CUCINA

TANTE FOTOGRAFIE che rappresentano fasi della Civiltà Contadina

Il museo della civiltà contadina è stato museo permanente nel Paese di Morano Osteria e motivo di vanto per l´intera frazione e per tutta la città di Gualdo Tadino; è stato inaugurato il 17 agosto del 1991 ed è stato visitato dal pubblico principalmente nell'ultimo fine settimana di agosto in occasione della festa paesana.

 

 

 

Il Museo della civiltà contadina di Morano Osteria, negli anni ´90, è stato una vera e propria icona per le principali scuole del circondario; è stato visitato anche da molte altre e non solo umbre. 

Ricordiamo che nell´anno scolastico 1998-1999, la Scuola Elementare "Otello Sordi" di San Rocco di Gualdo Tadino, ha realizzato un libro dal titolo "Sono Gualdese, 20 anni di scuola, 200 anni di storia"; tra gli altri argomenti del libro una parte è dedicata alla civiltà contadina, con racconti elaborati dai bambini traendo informazioni dall´intervista fatta al Sig. Armando Fioriti, esperto di usanze e tradizioni Gualdesi, nonché da sempre componente della Pro-Morano e appunto responsabile del museo della civiltà contadina in esposizione a Morano Osteria.

 

Il museo è un monumento all'oneroso lavoro dei contadini di un tempo, è un ripercorrere all'indietro le tappe della civiltà che ha fatto della terra la propria ragione di vita.

 È una raccolta di quegli oggetti, attrezzi, utensili e fotografie che sono la testimonianza delle genti che qui hanno vissuto e hanno lavorato nel passato. Questi oggetti portano in loro lo spirito d'una popolazione contadina, industriosa che ha gettato le basi di quello che noi siamo oggi. Il museo, attraverso un vasto allestimento di oggetti originali, ripercorre la quotidianità della vita contadina del secolo scorso, passando in rassegna usi e costumi di una civiltà ormai scomparsa.

 

 

Il museo allestito a Morano Osteria racconta la vita domestica: pignatte, caldaie, cucchiai in legno, fascine per alimentare la fiamma ed altri utensili per la preparazione di pietanze contadine, ma anche arredi, e la ricostruzione dei locali abitati dai contadini; l'agricoltura: le forbici da pota, le coperte, i sacchi, i fiscoli, i tini, la pigiatrice, il torchio e botti di varie dimensioni, vomeri, zappe, erpici, stornarella, zappa e tutti gli oggetti di una civiltà agraria legata alla produzione e al consumo di olio extravergine d'oliva, vino e grano; e anche l'artigianato: una serie di oggetti e strumenti tradizionali che ricordano, gli attrezzi del fabbro, dello stagnaio, del calzolaio; in più tutto l'occorrente dei mestieri legati alla produzione dei formaggi e dei latticini.

Il Museo della Civiltà Contadina allestito a Morano Osteria, inaugurato nell'agosto del 1991, è stato aperto al pubblico fino al 9 marzo 1999.

E' stato successivamente sospeso negli anni a seguire, a causa degli eventi sismici del 1997 che hanno colpito tutto il territorio Umbro.

L'esposizione del museo, allestito in un locale del paese di Morano Osteria divenuto inagibile a causa degli eventi descritti, è stata sospesa custodendo tutti gli oggetti e attrezzi che lo compongono.

Ora che la ricostruzione post-sisma è parzialmente conclusa, e che i fabbricati del circondario sono ritornati ad essere quasi tutti agibili, l'obiettivo dell'associazione turistica Pro-Morano, è quello di allestire nuovamente l'esposizione del materiale, e riaprire il museo al pubblico già dall'Agosto del 2010.

 

La vita e le usanze di campagna

Intervista al Signor ARMANDO FIORITI, esperto di usanze e tradizioni

Tratto da : "Sono Gualdese, 20 anni di scuola, 200 anni di storia"

 

Il sistema economico della terra di Gualdo, molto tempo fa, era un sistema chiuso per l'inesistenza di scambi con le città vicine e per la scarsità di terre coltivabili, che erano di proprietà delle abbazie. Le popolazioni si dedicavano soprattutto all'allevamento di ovini e bovini e allo sfruttamento dei boschi. L'aumento della popolazione nelle campagne liberò il territorio dai boschi per passare alla coltivazione di cereale (grano, orzo, avena, ecc...), canapa, vino e olio. 

Il Baratto

A quei tempi i contadini usavano scambiarsi i prodotti della terra per avere in cambio altre cose a loro utili; questo tipo di commercio prendeva il nome di baratto. I contadini utilizzavano dei contenitori di legno per misurare i cereali, i legumi. questi si chiamavano: coppa, mezza coppa e coppetta.

I luoghi

Le colline erano caratterizzate da pascoli circondati da faggeti, da una grande ricchezza di piante e da piccole estensioni di campi coltivati ricavati da pendii ripidi e sassosi. Pochi erano gli olivi e scarse le viti, c'erano numerose tracce di canali e fossati a dimostrazione della grande ricchezza d'acqua. Nei dintorni della città di Gualdo c'erano pochi casolari, piccoli gruppi di abitazioni, poche strade e tutto questo costituiva le colline a sud; mentre a nord erano presenti le viti e l'olivo; le montagne erano coperte da pascoli permanenti molto rigogliosi che favorivano le numerose greggi. 

L'abitazione  

Il contadino abitava in una casa colonica circondata dall'aia. Inizialmente, le case venivano costruite con delle tavole di legno e con della paglia. Solamente più tardi venne utilizzata la pietra. La casa era composta da due piani: a pianterreno c'erano le stalle dove il contadino teneva il bestiame, la treggia per trasportare il fieno, la paglia e i giogo che veniva appoggiato sul collo della bestia quando questa lavorava. Per accedere al piano superiore si passava da una scala esterna della casa. Qui si entrava in una grande cucina dove si affacciavano al massimo due camere da letto. Nella cucina la zona più importante era costituita dal focolare dove la donna cucinava e dove si riuniva la famiglia a raccontare delle storie e a recitare il rosario. La camera era molto semplice: il letto aveva un materasso fatto con le foglie del granturco e durante l'inverno veniva riscaldato dal "prete". Le lenzuola venivano tessute dalle donne con il telaio. Nella camera c'era anche un lavatoio che veniva utilizzato per lavarsi. 

La giornata di un contadino

Il contadino si alzava molto presto alla mattina per dedicarsi a lavori piuttosto pesanti. Accudiva gli animali, lavorava i campi e l'orto, assicurando a sé e alla sua famiglia il necessario per vivere. 

La giornata di lavoro del contadino, però, variava a seconda delle stagioni: in inverno il contadino si riposava, qualche giorno si recava nel bosco a tagliare la legna e preparava la "carbonara" per fare il carbone. In primavera: preparava gli attrezzi per la mietitura, la vendemmia, la falciatura e conservava con cura nel magazzino una parte delle sementi che venivano utilizzate per la semina dell'anno successivo. Seminava l'orto e nel mese di maggio cominciava a falciare il fieno, piantava le patate e il granturco. In estate: nei mesi di giugno e luglio iniziava la mietitura.

Durante la mietitura si radunavano circa quaranta persone. Una volta mietuto, il grano veniva portato sull'aia per costruire i barconi pronti  per la "trebbiatura". 

Dopo la mietitura il terreno veniva preparato con l'aratura per la semina di ottobre e novembre.

La paglia veniva utilizzata per la costruzione dei tetti e per confezionare i materassi.La paglia, il fieno e i legumi secchi erano l'alimento degli animali nei mesi freddi. I maiali di solito si cibavano di ghiande, le pecore e le capre trovavano cibo nelle terre incolte.

Aiutava la moglie a fare il formaggio. 

La sera andava a "veglia" nelle case degli amici per chiudere in allegria una faticosa giornata di lavoro. 

I più giovani nei mesi estivi, per aiutare la famiglia si recavano in MAREMMA, lasciando l'oneroso compito della conduzione familiare o al vecchio genitore o alla giovane sposa. 

Accanto al contadino era importante la figura della moglie che, oltre a svolgere tanti lavori domestici, aiutava il marito nei campi.   

La famiglia

La famiglia era composta da tante persone perché tutti i figli maschi che si sposavano rimanevano a vivere nella casa paterna. Il capofamiglia prendeva tutte le decisioni e organizzava il lavoro da svolgere nei campi e le varie attività.   

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